venerdì, 20 novembre 2009

Facebook è un sito bello!

Su Facebook si è detto di tutto e di più ma secondo me questo video lo dice meglio. E non perché l'ha creato un messinese, eh.



Qui invece si parla di Messenger. Esilarante!

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categoria: deliri, msn
mercoledì, 18 novembre 2009

ma per caso ti ricordi dove abbiamo messo la macchina?

Riflettendo su quanto romantico e freddo allo stesso tempo sia l’accordo di Mi minore, specialmente se seguito da un La maggiore, intrattenevo un’amabile discussione con la mia ragazza il mio migliore amico. Eravamo appena usciti dall’auto  e ci apprestavamo a raggiungere il Meluccio più ove avremmo amorevolmente ingurgitato del Prosecco della casa appena stillato. Che si sa, il martedì sera in giro ci sono solo i disoccupati e gli innamorati e noi due rientriamo a pieno diritto in entrambe le categorie, signori miei.  Dicevo, intrattenevo un’amabile discussione.
“Io mia figlia la voglio chiamare Marlboro”.
“Sei impazzito??”
“No, sul serio. Trovo che Marlboro sia un bel nome. Però solo se accentato sulla a. Màrlboro”
“Ma Marlboro non è accentato sulla a
“Chi se ne frega”
“A me piace Virginia…”
“Come sei filo-americana…”
Com'è come non è, dopo esserci accomodati ad un tavolino del Meluccio più, arriva lo srilankese che vende le rose. Che sia ben chiaro, io sono dell’idea che tutti gli srilankesi se ne debbano tornare in cingalia.
“Vuoi una rosa, tesoro?”
“Magari fossero davvero rose. Sono fiori di merda che appena li tocchi perdono le foglie…”
“Sentito srilankese? Non vuole la rosa, puoi andare…”
Come siamo romantici noi.
Dopo qualche bicchiere di Prosecco la mia rag il mio migliore amico mi prende le mani e giocherella col mio bracciale.
“Mi sei mancato tantissimo”
“XXXX"  <----- (testo censurato dalla P.V.S.R.D.A.M.D.T.Q.A.V.C.C., cioè Polizia Virtuale per la Salvaguardia Della Reputazione di Duro A Minchia Dritta che in Tutti Questi Anni ventiseitre Ha Cercato di Costruirsi).
“Oh, che carino!”.

E poi prende il suo cellulare e ci traffica dentro.
“Che fai?”

“Vuoi sapere quando ho deciso che io e te saremmo stati insieme?”
“Sì! Quando l’hai deciso??”
E dopo qualche secondo mi fa vedere il display del suo cellulare.
“Quando mi hai inviato questo sms”
Ecco, magari voi adesso vorreste sapere cosa c’era scritto in quel sms. E qui viene il bello.


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categoria: donne, messina, amor
sabato, 14 novembre 2009

poi dice che uno bestemmia e va all'inferno a farsela mettere nel culo da Belzebù per l'eternità

Da Wikipedia:

<<
L'Alluvione della Valtellina è una serie di disastri e di tragedie naturali che successero nell'estate del 1987 in Valtellina in Provincia di Sondrio. 53 morti, migliaia di sfollati [...]
Il 2 maggio 1990 il Parlamento Italiano emana la legge n.102/90 (più nota come
Legge Valtellina) in cui si prevede di destinare una somma di 2400 miliardi di lire nel sessennio 1989-1994 per il riassetto geologico, la ricostruzione e lo sviluppo dei comuni della provincia di Sondrio e della adiacenti zone delle province di Bergamo, Como e Brescia>>.

Da Tempostretto:

<<Ieri in Senato è stato bocciato l’emendamento alla Finanziaria che serviva ad introdurre i fondi da destinare alle vittime dell’alluvione di Messina. [...] Prevedeva lo stanziamento di 100 milioni di euro per la città di Messina per i primi interventi urgenti>>.


Duemilaquattrocento miliardi di lire sono più di 1 miliardo e 200 milioni di euro. Cento milioni di euro invece sono circa cento milioni di euro. E non ci hanno dato neanche quelli.
Voi dite che è perché da noi i morti sono stati solo 37 contro i loro 53? Sì, sarà sicuramente per questo...
Io, onestamente, mi sono rotto le palle di essere italiano. Lascio a voi oltrestrettesi questo onore.


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categoria: sicilia, messina
lunedì, 09 novembre 2009

i 5 mestieri più brutti del mondo

1-    Il batterista di Frank Zappa.
Frank Zappa era un fottutissimo genio e in quanto fottutissimo genio le sue musiche avevano ritmi pazzeschi. Tipo tempi di sette quarti, nove undicesimi  che per venti secondi si trasformavano in tre quarti accelerati, e poi tornavano ad essere di nove undicesimi. Tempi dispari e tempi irrazionali, signori miei! Un bordello della madonna insomma, e sicuramente quelli che ne risentivano di più erano i suoi batteristi. Ad esempio, io preferire morire impalato dall’ano alla scapola piuttosto che imparare a fare quello che sto batterista di Frank Zappa fa per i primi due minuti qua.

2-    Il tizio che legge gli oroscopi alla radio alle 6 del mattino.
Che io non ci credo che gli oroscopi siano registrati nel pomeriggio precedente. Nel mio immaginario collettivo il tizio che legge gli oroscopi è proprio lì, nello studio della radio, alle 6 del mattino, infreddolito per essere uscito di casa alle 5, lasciando la moglie (bruttina) sotto le coperte caldissime, con la sua valigetta sotto l’ascella, piena di carte e libricini riguardanti ascendenti, case, sagittari e saturni opposti al sole. E quindi io me l’immagino, il tizio che legge gli oroscopi alle 6 del mattino alla radio, mentre apre la sua valigetta, tira fuori il foglietto con l’oroscopo del giorno, si beve un caffè (guasto) prima di andare in onda, dà un ripasso veloce a quella serie di stronzate che per portare la pagnotta a casa è obbligato ad inventarsi ogni santa mattina, e poi aspetta che la lucetta rossa davanti a lui diventi verde. Verde. Ariete: il lavoro vi affatica ma un nuovo amore è alle porte. Soldi pochi e qualche colpo di tosse. Copritevi bene!

3-    Il disinnescatore di bombe nei film.
Dai, vi sfido: avete mai visto un film in cui il disinnescatore di bombe sappia con assoluta certezza che il filo che va reciso è il blu (rosso)?? E poi, santiddio, avete mai visto un film in cui il disinnescatore di bombe arriva con largo anticipo, tipo a 5-6 minuti dalla detonazione?? Perché arriva sempre quando mancano 6 secondi? Prima dov’è? A disinnescare altre bombe?  Non può arrivare prima? Che razza di vitaccia conduce? Lo Stato lo aiuta tramite sussidi?? E poi perché non si ricorda mai quale filo tagliare? Che disinnescatore di bombe sei?? Ti odio!

4-    Il cartografo prima che inventassero i voli spaziali e il gps.
Cioè, questo qui prima si faceva il perimetro dell’Africa su una nave ad 1 miglio dalla costa in modo tale che potesse disegnare tutto il profilo del continente sul suo foglio di pergamena, golfi, scogli, promontori, collinette, irregolarità delle coste, isolette… poi tornava indietro su un cammello, via terra, per sistemare gli ultimi dettagli che dal mare gli erano sfuggiti. Che poi non so se effettivamente il lavoro che faceva era questo, ma io me lo immagino così. Che palle, onestamente.

5-    Il doppiatore di Felipe, nel telefilm Zorro.
Suvvia, doppiare un muto che emette solo mugiti. Che palle!

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categoria: top five
giovedì, 05 novembre 2009

...is the root of all evil today.

Comunque questa storia non può andare avanti così sennò va a finire che il prossimo terzino dell'Inter lo pago tutto io.

tags: [50 km all'andata e 50 km al ritorno; fiumi di benzina; Moratti merda]
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martedì, 03 novembre 2009

Scivolino

Mi capita di ritrovarmi a mangiare e bere insieme ad un allegro gruppo di perfetti sconosciuti. Mi ci porta il mio "Migliore Amico" e mi capita di intrattenere una conversazione con un tizio che tutti chiamano Scivolino. Il tizio non sembra affatto offeso per il nomignolo. Anzi, si comporta proprio come se fosse il suo nome di battesimo, quindi anch'io lo chiamo Scivolino. Scivolino è un appassionato di moto e parliamo un sacco di moto. Io di moto non so una minchia, so solo che hanno due ruote e quando ti passano accanto fanno un sacco di rumore e che il Demonio Pellegrino le adora e che si dividono in varie cilindrate che non sono capace di classificare e che Valentino Rossi è un tizio antipatico che guida le moto. Ciononostante riesco a parlare di moto con Scivolino per una buona mezzora, forte dei suesposti argomenti che espongo con bastevole naturalezza. Riesco ad allungare il brodo e a fingermi interessato alla discussione, nonostante a me le moto proprio non interessano, non dico che le odio ma non mi interessano, punto.

Scivolino mi dice che aveva una tal moto di tal marca di tal cilindrada ma adesso l'ha venduta a suo cuggino per comprarsene un'altra più forte. Scivolino, gli faccio, ce la beviamo una birra? E lui se la beve. Dopo un po' che parliamo di moto parliamo di discoteche. Compare che ne sai, mi fa Scivolino, quest'estate al M'ama mi è svenuta una davanti, mi fa, e poi mi dice che l'ha riaccompagnata a casa con la moto e tutto quanto. Scivolino, gli dico, devo andare a pisciare. E lui, ti faccio compagnia. 
Ad un certo punto, Scivolino, gli faccio, ma perché ti chiamano Scivolino? E lui sorridendo, perché cado sempre dalla moto, mi dice.
E niente, ve lo volevo raccontare.

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categoria: vita, deliri, amici
venerdì, 30 ottobre 2009

what are we living for?

Per prendere la macchina alle dieci di sera e spararsi 50 km per andare a trovare due braccia che ti si appendono al collo. Per un pc portatile che suona Lou Reed dentro una stanza d’albergo mentre una caffettiera fa il suo dovere su un fornello elettrico. Per un paio di labbra che baciano la brina del vetro della tua macchina, quando te ne vai. Per guidare verso casa alle tre di notte, per altri 50 km e poi arrivare, accendere il display del cellulare e cercare in controluce la forma di quelle labbra sul vetro. Per vedere che se ci fai sbattere la luce di traverso, anche se la brina è evaporata, sono ancora lì.

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categoria: amor
martedì, 27 ottobre 2009

siediti qui

E ricordati. Chi beve prima che tutti abbiano la loro birra è un cafone. Chi beve prima di aver brindato è un cafone. E' un cafone anche chi brinda e posa il boccale sul tavolino senza essersi almeno bagnato le labbra. Se stai bevendo un analcolico fa come cazzo ti pare, non hai il diritto di far tintinnare il tuo bicchiere coi nostri boccali di birra. Se stai bevendo qualcosa di alcolico ma in un bicchiere di plastica, puoi brindare solo a patto che la tua plastica non tocchi i vetri dei nostri boccali di birra. Mettici davanti le dita, se vuoi, così eviti il contatto.
Se ti stai fumando una canna, falla girare. Non chiederla! Se chiedi la canna sei un cafone, devi aspettare che chi la sta fumando te la passi. Se non te la sai rollare, fatti amico qualcuno che lo sappia fare bene e invitalo a fumare con te. Non chiedere come si fa a rollarla, è da cafoni, lascia che sia lui a decidere se insegnartelo o no. In caso contrario limitati ad osservarlo e cerca di rubare i trucchi del mestiere. Quando vai a casa allenati nella tua cameretta.
Gioca all’attacco. I ruoli di difensore e centrocampista lasciali agli sfigati. Gli attaccanti sono quelli che trombano di più. I portieri trombano pure ma sono cafoni. Se fai gol di tacco non esultare, fa più figo.
Leggi molto, scrivi come ti viene. Anche a cazzo di cane, sì.
Guida pure ubriaco, chi se ne fotte, ma a patto che se investi muori solo tu. La cosa più importante è questa, devi morire solo tu. Se vai fuori strada e ammazzi due bambini, sei un cafone.
Non guardare troppa tv sennò non ti cresce il pisello. Fatti le seghe coi giornaletti porno, fattele anche nel mio bagno ma a patto che poi pulisci. Oppure se non vuoi pulire, nascondi tutto.
Se vuoi fumare, fuma Marlboro Light! Questo è un ordine.
Ti autorizzo a fumare Chesterfield solo quando le Marlboro Light costeranno più di 5 euro. Tieni la sigarette sempre tra indice e medio. Ti autorizzo a tenerla ogni tanto, nelle occasioni speciali, tra medio e anulare. Non tenerla mai coi polpastrelli (!) che fa molto muratore cafone.
Usa i preservativi. Se ti vergogni a comprarli in farmacia, comprali al distributore automatico. Ti consiglio quello di Mili: discreto e dà sempre il resto. Se non usi i preservativi non venire a piangere da me, te la vedi tu.
Preferirei se non ti facessi di coca.
Ama il prossimo tuo come te stesso neanche per una minchia. Limitati a rispettare la gente che non ti rompe il cazzo, sarebbe già una grande cosa. Non fare il simpatico a tutti i costi, che è da cafoni rompipalle.  Non dire parolacce. Anzi dille, ma non essere cafone, dille con classe. Dille anche se parli con persone molto più grandi di te, ma con classe. Se vuoi bestemmiare, fallo. L’importante è puntare tutto sulla creatività: una Santa Marta pescata di frodo è un buon inizio.
Se riuscirai a fare questo, tua sarà la Terra e tutto ciò che è in esso. E, quel che più conta, tu sarai un Uomo, figlio mio.


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categoria: vita
mercoledì, 21 ottobre 2009

è severamente vietato leggere questo post

Non lo so, c'è qualcosa che non so. Tipo quella cosa strana che ti prende allo stomaco e ti fa venire una voglia pazza di fare qualcosa ma non riesci a identificare cosa. Sei seduto a casa, davanti al pc o davanti ad un libro, magari stai mangiando e non fai che pensare intensamente ad una cosa che non ti viene.
O forse ti viene ma fai finta che non ti viene.
Quelle poche pietre miliari che in 24 anni di vita hai posto lungo il sentiero delle tue cose private, quelle pochissime pietre miliari che tu le guardi e dici "ecco, quella è una cosa solida, c'è, la vedo", adesso sembrano confondersi con la vegetazione circostante. Non ci pisciano sopra neanche i cani che passano dal sentiero, ché neanche loro le vedono più.
E avverti sempre quelle cazzo di farfalle nello stomaco che forse sai a cosa sono dovute ma non ci vuoi pensare e ti convinci che no, effettivamente, non lo sai.
Eppure con la memoria ritorni sempre lì.

La notte del 23 settembre pioveva a dirotto e tu tornavi in macchina da chissà quale posto e accanto a te, nel sedile del passeggero, c'era la tua migliore amica. Avevi parcheggiato l'auto nella piazza-che-non-c'è-più avevate guardato la pioggia cadere fumando una Marlboro, e quando lei ti aveva detto "usciamo e balliamo sotto la pioggia" ti era sembrata la cosa più ovvia da fare. E quel tango solitario, in mezzo alla piazza (che-non-c'è-più), tutto sbagliato e tutto storto, alle tre di notte sotto la pioggia, con le note immaginarie di Astor Piazzolla dentro la testa, proprio quel tango ti ritorna in mente. Ricordi i suoi capelli frustare l'aria nell'ultimo casquet e ricordi gli applausi immaginari di un pubblico che non c'era, ma non è tutto. C'è dell'altro.
Il pensiero che ti viene in mente, forse, è che sotto quella pioggia tu avresti potuto amarla e lei avrebbe potuto amarti. Se uno dei due avesse voluto, vi sareste amati fino all'alba. Il pensiero che ti viene in mente è che avreste potuto amarvi anche il giorno dopo e quello ancora successivo. E anche in quei giorni pioveva. Il pensiero che ti viene in mente e che tu vuoi scacciare, forse, è che proprio nella notte del vostro folle tango le montagne hanno iniziato ad inzupparsi, proprio come i suoi capelli neri si erano inzuppati nell'ultimo casquet. In quella notte, e nelle notti successive avreste potuto amarvi e non vuoi, forse, realizzare che quella magia è durata solo lo spazio di due temporali. Dal 23 settembre all'1 ottobre.

 

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categoria: amici, amor
lunedì, 19 ottobre 2009

dai nemici mi guardi Dio...com'era??

C'è questo mio amico che si sente un tantino escluso, no?
Praticamente, no?, ci sono queste persone che devono scrivere una cosa. Una cosa più o meno importante, una cosa che poi andrà a finire su delle carte importanti, no? 
Queste persone che dovono scrivere questa cosa sono persone di età compresa tra i 21 e i 30 anni, diciamo, no?, e c'è pure questo mio amico in questo gruppo e questo mio amico c'ha anche un blog dal nome buffo e che siccome questo mio amico pensa che magari non benissimo, ma almeno bene sa scrivere, quantomeno meglio della maggior parte delle persone che devono scrivere questa cosa qui di cui sto parlando io, dicevo, questo mio amico pensa, ecco che adesso mi chiedono consiglio o forse addirittura delegano a me la scrittura di queste carte importanti, no? Ché le cose da scrivere non sono cose tecniche ma cose "artistiche", non voglio dire poesia ma prosa di sicuro, cioè, s'ha da scrivere qualcosa di importante che riesca a smuovere gli animi di alcune persone importanti, delle parole che confermino delle cose e ne smentiscano delle altre. Comunque. C'è questo mio amico che ha un blog dal nome buffo che si aspetta che almeno gli si dica: tié qua, leggi, che ne dici? ti piace?
E invece manco per una minchia.

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categoria: amici, comunicare
venerdì, 09 ottobre 2009

ka-tet

10421_1230195121830_1437670798_654720_3092848_nCazzo, ma da quanto tempo non ci beviamo una birra? Aveva chiesto ieri pomeriggio Pietro e noi tre avevamo emesso grugniti di consenso. Che poi, a pensarci bene, noi non ci bevevamo una birra da soli 7 giorni, ma certe volte il tempo è più relativo del solito.  E allora eccoci lì, ieri sera, nell’atrio della scuola elementare di Giampilieri, sporchi di fango, sudati e assetati.
È da un sacco di tempo che non ci prendiamo una birra, almeno dieci anni. Sì, è da più di quindic’ anni che non ci beviamo una birra, cazzo. E poi ci siamo guardati con quello sguardo che hanno gli amici di una vita quando sono stanchi ma non vogliono darlo a vedere.
Poi Michele mette cinque euro sul tavolino della bidella, io ne metto altri cinque. Anche Giuseppe ne mette cinque. Pietro ne mette 20 e si prende i nostri 15.
Fuori il sole era scomparso dietro le montagne assassine e buttane, le ruspe scavavano tra il fango, quelli della protezione civile e della croce rossa erano a distribuire la cena nelle poche case rimaste in piedi. Nella scuola elementare di Giampilieri, centro logistico di tutte le forze dell’ordine che si occupano della faccenda,  eravamo rimasti in pochi. La macchinetta del caffè sfornava incessante  tazzine di energia profumata, una delle pochissime bellezze rimasteci qui.
Vabbè ragazzi, io vado al bar di Briga e prendere le birre, torno tra venti minuti, aveva detto Michele e noi avevamo grugnito nuovamente. I nostri sono grugniti vecchi come il mondo, ogni grugnito ha la sua tonalità così uno riesce a capire il pensiero dell’altro, un po’ come fanno i delfini.
Pochi minuti dopo che Michele era partito, però, avevamo capito che Ilaria non ci avrebbe fatto fare ciò che avevamo in mente. Ilaria non ha ancora compiuto 5 anni ed era sotto le macerie da 6 giorni. Quando abbiamo visto due vigili del fuoco correre verso di noi e urlarci con i loro accenti romani spostate quei tavoli!!, non c’era più spazio per i dubbi. Ilaria era stata trovata.
La seconda scena più brutta della mia vita è stata una scena olfattiva. Quando la barellina portata in braccio dai pompieri ha fatto l’ingresso nella scuola elementare di Giampilieri, il fetore della putrefazione di Ilaria ha riempito l’universo. E poi i pompieri si erano avvicinati, sudati e visibilmente stravolti e ci avevano chiesto in romanaccio che ce li fate dei caffè che vogliamo toglierci questo odore di dosso? e noi glieli avevamo fatti, i caffè, e poi io ho fatto un caffè anche al padre di Ilaria, che me lo aveva chiesto con un filo di voce.
Quando Michele era tornato, con due borse piene di birra, si era reso conto della situazione. Le beviamo domani, aveva detto qualcuno, e avevamo nascosto le birre sotto la cattedra della maestra della IV B.

Circa due ore fa eravamo di nuovo lì. Io, Michele, Giuseppe e Pietro.
Finalmente pronti a fare quello che tutti volevamo fare da tempo.
In alto le bottiglie. “Al Pirata!!”
E il rumore del vetro è stato fortissimo, potete giurarci.

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venerdì, 02 ottobre 2009

.

Io quando assisto ad una scena ridicola, anche fastidiosa, faccio una smorfia col viso. Mi viene naturale. Spingo in fuori il labbro inferiore, fletto i tendini del collo e socchiudo gli occhi. Questo tic l'ho ereditato da un mio carissimo amico... così, incosciamente.
Io sono qui a raccontarvi che certe volte faccio questa smorfia. Il mio amico che me l'ha attaccata, in questo momento, è a pezzetti dentro una busta di plastica.
Dopodiché, porcodio.

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mercoledì, 30 settembre 2009

Baarìa

Non ho ancora capito se sia una semplice e immane badilata sui maroni o un capolavoro di valore assoluto.
Sarà che per vedere gratis le scene di questo film [altro che Megavideo] mi basta più o meno aprire la porta di casa. Sarà che è un altro dei tanti film che punta tutto il suo successo sulla estremizzazione degli stereotipi di una regione e sul folklore di un popolo che, diciamo la verità, si è un po' rotto le palle di ste cose qua. 
Epperò d'altra parte è un bel film, pieno di magnifici scenari, bravi attori,  scene intense... E anche se credo che il 60% della sua bellezza stia nei dialoghi (dialoghi che voi, comuni italiani d'oltre stretto, non potrete gustare in lingua originale), ammetto di aver avvertito un brivido caldo corrermi dietro la schiena alla vista di quelle quattro bottiglie di birra Messina nella scena della sputazzata.

Insomma, è uno di quei classici film che io, dato che sono siciliano, non posso non vedere, ma che voi, che non siete siciliani, potete benissimo andarvene al bowling.

 

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sabato, 26 settembre 2009

68 settimane dopo

Il virus si è propagato nonostante i possenti argini alzati lungo la zona contaminata.
Qua, qua, qua,
qua e persino qua!

Che poi, diciamolo, quel vecchio post faceva cagare. Non voglio dire che di solito faccio invidia ad Umberto Eco però, davvero, ho scritto di meglio.
E comunque sì, vado molto forte tra le bimbeminkia.

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mercoledì, 23 settembre 2009

bitterishapple è tutta intorno a noi

Ieri sera è successa una cosa che ha dell’incredibile, del sensazionale, del pazzesco!
L’antefatto è che da qualche giorno io e la blogger bitterishapple ci sentiamo via msn. Parlando del più e del meno, ieri sera è saltata fuori una cosa che …no, no, leggete voi. Il copia-incolla della discussione spiega meglio di quanto potrei farlo io.

venti. scrive:
anche tu stai in periferia?
bitterishapple scrive:
bhe oddio
 i castelli romani
 più che periferia
 fanno provincia a sé
 c'è roma
 e ci sono i castelli romani
 presi così, in blocco
venti. scrive:
aspè, genzano fa parte dei castelli romani?
bitterishapple scrive:
...
si, io sono di genzano
venti. scrive:
ah, ci sono stato
bitterishapple scrive:
ma dai!
bitterishapple scrive:
a fare che??
scusa eh
venti. scrive:
ho parenti lì
bitterishapple scrive:
nooo
venti. scrive:
essì
magari li conosci anche
ho una cugina della tua età
magari eravate compagne di banco
bitterishapple scrive:
difficile perché ho fatto la primina e stavo in classe con quelli più grandi ma insomma ci siamo capiti..
chiederti il nome è troppo?
venti. scrive:
no, si chiama A(xxxxx)
bitterishapple scrive:
oddio!!!
A(xxxxx) S(xxxxxx)??
venti. scrive:
non ci posso credere!!

E insomma, si scopre che la signorina bitterishapple non solo conosce mia cugina, insieme alla quale ha studiato qualche materia all’università, ma sa anche chi sono i miei zii e le altre due mie cugine. Inoltre io conosco il nome di alcuni amici di mia cugina che sono anche amici di bitterishapple. Cioè. Il mondo non è piccolo: deppiù! Le ho detto anche che se parla del mio blog con mia cugina, io lo privatizzo. Quindi se un giorno non potrete più accedere ai miei post, sarà tutta colpa di bitterishapple.
E niente, se qualcuno di voi conoscesse qualche messinese, sappia che ci sono alte possibilità che sia mio cugino.

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categoria: vita, deliri, blogs, msn