martedì, 16 settembre 2008
Why should I be frightened of dying? There's no reason for it, you gotta go sometime
C'è questo automobilista americano che guida la sua auto, immerso nei suoi pensieri, quando improvvisamente si accorge che d'avanti a lui è appena avvenuto un incidente. L'automobilista americano scende dalla sua auto, si avvicina alla folla che si è accalcata attorno ad un uomo per terra, e si accorge che l'uomo per terra è un motociclista caduto dalla moto che è morto sul colpo.
L'automobilista americano torna in auto, guida fino a raggiungere il cadavere del motociclista e gli si accosta. Poi abbassa i finestrini della sua auto, pigia sul pulsante ON del suo stereo, inserisce il suo cd preferito, seleziona la traccia numero 4 e alza il volume al massimo.
Per due ore le casse della sua auto suonano The Great Gig in The Sky. Quando la canzone finisce, l'automobilista americano pigia di nuovo su rewind e la fa ripartire. Così per due ore.
Questo perchè, a suo dire, le note di quella canzone avrebbero tenuto compagnia all'anima del motociclista finchè la folla attorno a lui non l'avrebbe lasciata in pace.
The Great Gig in The Sky, il grande spettacolo nel cielo, racconta proprio della morte, anche se non ha parole.
La morte la senti, in ogni suo accordo, in ogni tasto del pianoforte. La senti nella voce di Clare Torry, in ogni suo urlo, in ogni suo orgasmo, perchè la morte è un orgasmo al contrario, perchè dicono che questa sia la migliore canzone con cui fare l'amore.
Anche se parla di morte, sì.
The Great Gig in The Sky l'ha composta Richard Wright. Richard Wright stamattina se n'è andato col suo cancro.
E a me piace pensare che da qualche parte esiste un luogo, o un non-luogo, in cui quel motociclista morto qualche anno fa stia ringraziando Richard per quando gli ha tenuto compagnia.
L'automobilista americano torna in auto, guida fino a raggiungere il cadavere del motociclista e gli si accosta. Poi abbassa i finestrini della sua auto, pigia sul pulsante ON del suo stereo, inserisce il suo cd preferito, seleziona la traccia numero 4 e alza il volume al massimo.
Per due ore le casse della sua auto suonano The Great Gig in The Sky. Quando la canzone finisce, l'automobilista americano pigia di nuovo su rewind e la fa ripartire. Così per due ore.
Questo perchè, a suo dire, le note di quella canzone avrebbero tenuto compagnia all'anima del motociclista finchè la folla attorno a lui non l'avrebbe lasciata in pace.
The Great Gig in The Sky, il grande spettacolo nel cielo, racconta proprio della morte, anche se non ha parole.
La morte la senti, in ogni suo accordo, in ogni tasto del pianoforte. La senti nella voce di Clare Torry, in ogni suo urlo, in ogni suo orgasmo, perchè la morte è un orgasmo al contrario, perchè dicono che questa sia la migliore canzone con cui fare l'amore.
Anche se parla di morte, sì.
The Great Gig in The Sky l'ha composta Richard Wright. Richard Wright stamattina se n'è andato col suo cancro.
E a me piace pensare che da qualche parte esiste un luogo, o un non-luogo, in cui quel motociclista morto qualche anno fa stia ringraziando Richard per quando gli ha tenuto compagnia.
Ideato da ventiseitre | commenti (11)(popup) | commenti (11)
categoria: musica, arte, morte
Commenti

categoria: musica, arte, morte
















