un pene nuovo per il signò Falsaperla

partorito da ventiseitre, martedì, 19 agosto 2008,11:27
Certo, domani può sempre pensarci l'intercity Messina- Catania a splamarmi violentemente sulle sozze rotaie, smentendo di prepotenza ciò che sto per dire, epperò lo dico lo stesso: questa estate appena conclusa è stata la più bella della mia vita.
Ecco, l'ho detto.
E' stata la più bella della mia vita perchè sono diventato cool. Talmente cool che la gente mi invita al Rotary Club di Messina e all'Orcinus Orca, per dire. Talmente cool che la gente va a comprarsi i pantaloncini fioriti uguali ai miei.
Perchè ho ballato in tutti i lidi del comune di Messina. Perchè ho impostato la suoneria del cellulare su "Maracaibo".
Perchè i 10 giorni di vacanza con quegli scapestrati sono stati stupendi.

Perchè ho cantato ubriaco sulla spiaggia, suonando una chitarra scordata, facendo la gara di rutti con dei trogloditi e bandendo i congiuntivi dal mio linguaggio e il giorno dopo, tirato a lucido come la principessa Sissy al gran ballo di capodanno, mi sono calato nella Messina-bene sfoggiando tutto il mio accento da messinese alto-borghese-schizzinoso-snob e facendo largo uso di battute che-non-fanno-ridere-nessuno-tranne-i-messinesi-alto-borghesi-schizzinosi-snob.
Perchè le donne sono fioccate come nespole ad ottobre. Perchè amica-gnocca-ma-stupida sarà anche stupida, ma certe cose le capisce al volo.
Perchè non ho rivisto Lei.
Perchè non mi sono innamorato, ma per qualche frazione di secondo ho provato la cosa più vicina all'amore che mi sia capitata da anni.
Perchè ieri in tv ho rivisto Marino Bartoletti.

I think I thought I saw you try

partorito da ventiseitre, domenica, 10 agosto 2008,12:40

C'era questo muretto che divideva i due giardini e sopra questo muretto c'era una fila di canne di bambù, disposte in modo tale che chi fosse da una parte non riuscisse a vedere i lineamenti del volto di quelli dell'altra. C'era questo muretto e queste canne di bambù che separavano i due giardini delle due villette e da una parte c'eravamo noi e dall'altra c'era una famiglia di napoletani, brava gente con bambini.
E noi la seconda notte ci ubriachamo e facciamo casino fino alle 3 e la famiglia di napoletani giustamente ci rimprovera e, attraverso il bambù, ci dice che siamo incivili e che la prossima volta chiamano i padroni di casa.
E poi ci siamo noi e loro al mare. Al mare, i napoletani non capiscono che noi siamo quelli della villetta accanto e così facciamo amicizia. In spiaggia allora diventiamo inseparabili, ci raccontiamo i nostri cazzi, loro ci offrono del pesce e noi insegnamo ai loro bambini ad andare sottacqua. In casa invece, le nostre sagome continuano a scrutarsi minacciose attraverso il bambù.
Solo l'ultimo giorno i napoletani scoprono la nostra identità.

Cose che ho imparato da queste vacanze.

1-
Gli arancini buoni li fanno solo a Messina.
2- Amica-gnocca-ma-stupida sarà anche stupida ma è davvero gnocca.
3- I pesci adorano mangiare il vomito.
4- La cassata siciliana mi fa davvero schifo.
5- Un cubetto di chiaccio può diventare un'arma di distruzione di massa.
6- La 'Nduja brucia sia in entrata che in uscita.
7- Sono dimagrito.
8- Date un mare, un sole, una spiaggia e tanto ozio a tutti, e la pace tra i popoli non sarà più un'utopia.
9- Il blog non mi è mancato.
10-
Non c'è un cazzo da fare. Adoro il sud e i suoi terroni.

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del rischio di passare per gay

partorito da ventiseitre, domenica, 20 luglio 2008,15:50

Amica-gnocca-ma-stupida ha 22 anni, gli occhi celesti, i capelli neri di tintura ma biondi di nascita, la pelle chiara ma non pallida, un ventre piatto da palestra, piercing all’ombelico, e due tette sode come l’acciaio. Amica-gnocca-ma-stupida ha due gambe che parlano da sole, ama vestire bene, è consapevole della sua bellezza.

Amica-gnocca-ma-stupida non sa cosa siano i congiuntivi. Non sa cosa siano la destra e la sinistra, non conosce il significato del 90% dei vocaboli italiani, confonde “quanto” con “quando”, dice “tipo” ogni tre parole, “cioè” (anzi “cè”) ogni due, ha il nasino all’insù alla francese e le labbra carnose e rosa.

Amica-gnocca-ma-stupida usa il messenger da quattro anni, ma non sa fare il copia-incolla e non sa come funzioni Google. Ha difficoltà a spiegare i concetti più elementari, adora Scamarcio e Cristiano Ronaldo, non sa chi sia Joseph Ratzinger e ha un fondoschiena che rasenta la perfezione.
Amica-gnocca-ma-stupida, non capisco se sia più gnocca o più stupida.

Il più articolato orpello lessicale in cui si cimenta è l’uso del condizionale al posto del congiuntivo, e glielo puoi leggere negli occhi che quando usa il condizionale al posto del congiuntivo è soddisfatta. Mette le doppie dove non servono, infila le “i” dappertutto, usa le x al posto di “per” e le k al posto di “ch” anche quando parla.
C’ha tanti spasimanti. Eserciti di ragazzi restano abbagliati dai suoi occhi azzurri, dal suo fisico perfetto. Eserciti di ragazzi si tirano indietro dopo averla frequentata per qualche tempo. Sì perché amica-gnocca-ma-stupida almeno c’ha il pregio (o il difetto) di non essere una ragazza "facile". Lei si vuole innamorare. Il problema, semmai, è il contrario: nessuno si innamora di lei. Qualcuno alla fine rimane, eh. Ma il rapporto “uomini che ci provano : uomini che restano”, è davvero minimo.

Infatti non è vero che i ragazzi cercano solo la bonazza da portare a letto, ché noi si vuole pure il contatto mentale. E contatto mentale e amica-gnocca-ma-stupida non possono stare nella stessa frase.

Amica-gnocca-ma-stupida ultimamente si è affezionata a me. Non so perché. Temo che mi abbia scambiato per un confidente. L’amico gay a cui raccontare delle tue mestruazioni problematiche e della secchezza delle fauci, per dire. A me non frega molto, visto che non avevo e non ho intenzione di provarci con lei (per diversi motivi).

Comunque.

Ieri sera mi son detto: dai ventiseitre, accetta il suo invito, esci con lei e vedrai che non è poi così stupida come credi, vedrai che un minimo di barlume neuronale splenderà in quella calotta cranica. E allora, armato di torcia elettrica, scalpello e casco giallo, mi sono preparato ad avventurarmi nei meandri della sua psiche, onde tentare di scovare un filone d’oro, non so se mi spiego.

Ma alla fine, seduti ad un tavolino all'aperto, la realtà dei fatti mi ha investito con l’energia d’urto di uno Shweinsteiger involato sulla fascia sinistra, tipo. Amica-gnocca-ma-stupida era esageratamente sexy e ammetto che per un attimo mi sono compiaciuto del fatto che la gente mi vedesse seduto con una donna del genere. Ma solo per un attimo, eh.

Tralascio i particolari del suo abbigliamento.

venti: “…e quindi ieri ho salutato Filippo. Oggi parte, sai?”
a.g.m.s.: “E dove va?”
venti: “Starà 15 giorni a Dublino. Lavorerà in una pizzeria…”
a.g.m.s.: “Miiii, quindi deve imparare il tedesco!”

venti: “….”
a.g.m.s.: “…”
venti: “Dublino è in Irlanda…”
a.g.m.s.: “Ah, miiii vero!”.

venti: “Ti sarai confusa con Berlino…può succedere”
a.g.m.s. “Sì infatti. Berlino, Dublino, Pechino…tutte ste città che finiscono in ino!! Che fantasia che c’hanno, oh!”

venti: “…”


a.g.m.s.: “Miiiii!!! Guarda quello! Quello là!!!”
venti: “Non fare gesti con le dita, ché non sta bene!”
a.g.m.s.: “Occhei ma tu guarda quello là!! Girati e guarda! Guarda quello seduto in quel tavolino vicino alla finestra!!”
venti: “Dici quello con la maglietta rossa?”
a.g.m.s.: “Sì quello! Non ti ricorda nessuno???”
venti: “Uhmmm… Non mi pare”

a.g.m.s.: “Ma guardalo meglio! Sembra proprio lui! Miiii è preciso!”

venti: “Boh, non mi ricorda nessuno. A chi somiglia?”
a.g.m.s.: “E’ preciso a Jack di Uomini e Donne!!!”
venti: “….”

Moltiplicate il tutto per due ore di conversazione.

 

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spiedini

partorito da ventiseitre, mercoledì, 25 giugno 2008,14:46

Fa caldo.
Una media di 33 gradi centigradi e un' umidità alticcia che contribuisce all'innalzamento della temperatura percepita, come dicono a Studio Aperto. Se arriva anche lo scirocco, muoio d'infarto.
Tutto questo non mi turberebbe molto se non avessi da studiare. Mi adagerei a mollo nello Ionio o nel Tirreno (o nel punto d'incontro, che fa più fico) e ne riemergerei nel migliore dei casi a settembre.
E invece no. Devo assolutamente sapere in che modo sono regolare le adozioni internazionali, il matrimonio tra due coniugi di diversa nazionalità, la vendita di beni mobili tra due Stati, e cose simili, sennò quella mi boccia.
Comunque mi sa che l'alta temperatura non fa bene soprattutto alle cervella di Ep.

Avevo già accennato delle amiche di mio fratello che sono diventate più bone delle mie.
Ebbene, non scherzavo. Una in particolare mi ha fatto maledire la casualità della distribuzione temporale delle anime e dei corpi su questa terra.
Titubanze che non hanno colto però il caro Ep.
Ieri pomeriggio, di ritorno dal centro commericale, l'ho visto parlottare con lei, seduti su una panchina.
Allora gli ho ricordato che le amiche di mio fratello sono del '90, del '91 e del '92, ma lui niente. Gli ho spegato che quando loro sono nate, noi già giocavamo a calcetto al campo. Facevamo la raccolta di figurine. Sapevamo leggere e scrivere. Cantavamo la sigla del principe di Bel Air. Sapevamo quanto facesse 5 per 5. Avevamo le prime cottarelle per le compagne di classe. Facevamo cacca e pipì nel water già da un paio d'anni. Avevamo compagni di classe che imparavano a suonare il flauto. Che mentre la ragazza con cui ci stava provando diceva "mamma" per la prima volta, probabilmente lui si era già fatto la prima sega.
Ho capito che facesse veramente sul serio quando mi ha chiesto: "Tu che te ne intendi, è vera quella leggenda che dopo i 16 anni, se lei è consenziente, te la possono solo sucare?"
"Non è una leggenda, è il codice penale".
E mai parole furono più pesanti ed emblematiche di quelle da lui proferite subito dopo: "A posto!".


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e a un tratto l'amore scoppiò dappertutto

partorito da ventiseitre, giovedì, 19 giugno 2008,17:17

Si infilò le scarpe senza usare le mani, come faceva sempre, e si abbottonò i jeans a vita bassa saltellando su un piede. Corse vicino al letto, afferrò quel top nero scollato che faceva tanto risaltare il suo bel seno e lo indossò. Poi si guardò velocemente allo specchio. Sì, bene così.

Frugò nel cassetto di sua madre cercando di fare meno rumore possibile, ché non voleva che qualcuno la sentisse. Prese il rossetto che stava cercando: rosso scuro.

Corse verso il bagno, dribblò uno zaino e una scarpa per terra, diede un calcio al chiwawa che la seguiva, e si chiuse dentro a chiave.

Doveva essere perfetta. Voleva che sembrasse quasi una creatura celeste, impalpabile, da sogno. Doveva fare in modo che lui perdesse il fiato alla sua vista.

Aprì il rossetto e si dipinse le labbra. Serrò la bocca per distribuire uniformemente il colore, poi si guardò allo specchio. Bene così.

Si passò ancora una volta la spazzola tra i capelli d’oro e ne fissò una ciocca dietro un orecchio con un fermaglio. Si sistemò il top e i jeans, studiando tutte le posizioni che le consentissero di apparire al tempo stesso provocante e pudica: conosceva le sue carte. Sorrise a se stessa, come se fosse la protagonista di un film con Hugh Grant.

Hugh Grant non c’era ma lei era bella da morire comunque.

Si guardò ancora allo specchio e da un cassettino sopra il lavabo tirò fuori la matita.

La metto o no?

Guardò il suo viso allo specchio e si chiese se fosse il caso di disegnare una linea nera attorno ai suoi occhi blu come il mare. I suoi occhi blu come il mare le dissero di no.
No.

Uscì dal bagno e corse di nuovo nella sua stanza. Aprì la borsetta e tirò fuori il cellulare.
<<Adesso sento che mi stanno crescendo i licheni dietro l’orecchio>>, c’era scritto su un sms. No, non era di Hugh Grant.

<<Esagerato. Arrivo>>.

 

Scese le scale lentamente per non svegliare il nonno, poi si avvicinò alla cucina, ma senza entrarvi.
“Io sto uscendo, Ma…” urlò, mentre andava verso l’ingresso.
“Ehi, aspetta un momento” disse sua madre. “Fatti vedere”.
“No dai, sono di fretta…”.
Sua madre la raggiunse nel corridoio e la guardò.
“Hai messo di nuovo il mio rossetto”
“Ma no, che dici?”
“Sì invece. L’hai messo”
“Dai, Ma, ho quasi diciassette anni. Che ci fa? Lo metto solo ogni tanto…”
Sua madre la guardò ancora. Poi sorrise.
“Mi raccomando”, infine disse.

Lei ricambiò il sorriso e le diede un bacio sulla guancia, lasciandole per ricordo le sue labbra.

Poi corse verso il portone di ingresso. Una volta lì, si fermò.

Respirò a fondo per riprendere fiato, cercò di ricomporsi e di sembrare calma: lui non doveva assolutamente capire che aveva fatto tutto in fretta e furia e che era un po’ emozionata. Doveva sembrare…distesa. Distaccata.

“Eccomi”, disse mentre scendeva le scale esterne richiudendo la porta dietro di sé.

“Oh. Ormai mi ero rassegnato a passare l’inverno su questa mattonella…”, dissi io.
Poi la guardai meglio.
“Ma…sei fantastica…”.

Lei mi schioccò un bacio su un angolo del mento.
Il primo vero bacio sarebbe venuto da lì a poco. Quella sarebbe stata la sera in cui le nostre due vite avrebbero iniziato ad intrecciarsi sempre di più, in un avvicendarsi di emozioni e sensazioni tali da stroncare la razionalità di chiunque. Tali da richiedere lunghi anni per lo smaltimento, ché esistono anche sensazioni non biodegradabili. E finchè non si biodegradano del tutto, non c’è spazio per le altre.

Era quel giorno, era il 20 giugno del 2003. Il ventiseitre. Tra qualche ora sarà il ventiseiotto. E son cose.

“Andiamo?” disse.
“Andiamo” risposi.

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chiuso per depressione

partorito da ventiseitre, mercoledì, 28 maggio 2008,18:35

Dichiaro ufficialmente aperto lo stato di depressione. Più studio ‘sto cazzo di libro di Tito Ballarino, meno capisco dove voglia andare a parare. E gli esami sono alle porte. E non ci ho voglia di concentrarmi sullo studio più di quanto non stia già facendo. Poco, quindi.

Poi metteteci una temperatura che da qualche giorno ha oltrepassato la soglia psicologica dei 30 gradi e metteteci un po’ di scirocco e un po’ di sabbia rossa di quel cazzo di deserto del Sahara che non potevano farlo più lontano?!
Aggiungeteci che amica-gnocca-ma-stupida vuole andare al cinema con me e che io vorrei dirle che eviterei questi inutili preliminari, ma non lo faccio perchè ci ho una sotto-specie di relazione da mantenere, ché mica siamo nati a vanvera, eh.
A partire da adesso potrei uccidermi in qualsiasi momento.
Via al televoto.

vomito ergo rum

partorito da ventiseitre, sabato, 10 maggio 2008,13:24
Ieri quando sono rientrato a casa, c'era Kate Moss che dormiva dentro lo sportelletto del contatore elettrico. Io ho scoperto che Kate Moss dorme nello sportelletto del contatore solo da qualche tempo, da quella notte in cui era saltata via la corrente ed io ero andato giù per riattivarla e per poco non mi era preso un infarto, quando avevo visto Kate Moss che dormiva accanto al contatore elettrico.
Ieri sono rientrato a casa che Kate Moss dormiva nello sportelletto del contatore e quando mi ha sentito girare la chiave del cancelletto, ha solo alzato la testa borbottandomi qualcosa. Poi ha ripreso a dormire. Io l'ho salutata e le ho augurato buonanotte, che se io non avessi bevuto quelle due pinte di Golden Fire non le avrei augurato buona notte.
Ieri sono rientrato a casa che era tardi persino per i gatti, e mentre giravo la chiave del cancelletto avevo due cose in mente. La prima riguardava le parole che mi aveva detto qualche ora prima il fratello di Ep. Che mentre me le diceva io non ci avevo fatto caso, ma adesso mi tornavano in mente con tutta la loro enigmaticità e mistero. Le parole in questione erano: "Lunedì passa il giro d'Italia da sotto casa tua!". Che a me il giro d'Italia fa cagare quasi quanto fa cagare Harry Potter, ma alla fin fine, che mi costa affacciarmi al balcone e urlare tutti i miei Italiauno nel caso venissi inquadrato dalle telecamere? No, non mi costa niente.
La seconda cosa che pensavo ieri sera, quando sono rientrato a casa, non saprei tradurla in parole chiare e precise. Il fatto è che da quando sono nato fino ad ora, ogni volta che decidessi di voler aprire una delle porte di cui il lungo sentiero della vita è lastricato, dovevo portarmi dietro un piede di porco ed una fiamma ossidrica. Ora no.
Eqquindi niente, ieri sono rientrato a casa che era già oggi, che quasi albeggiava, che gli occhi mi si chiudevano da soli, che non sapevo come avessi fatto a guidare fino a lì, che non mi reggevo in piedi, con il gusto di una fragola tra le labbra e che parlavo con i gatti. E andava benissimo così.
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so receive me brother with your faithless kiss

partorito da ventiseitre, domenica, 27 aprile 2008,23:11

alba sullo stretto


E così mentre lei guida io la guardo.

E la vedo così com’è, pura e semplice, una donna in divenire, che alla prima luce del mattino sembra ancora più bella. Odora di lucidalabbra appena messo, di sonno appena diradato, di dentifricio alla menta.

La guardo seguendo i lineamenti dolci del suo viso, quelli di una persona che fino a qualche tempo fa era ancora una bambina. Ma in mezzo alla fronte quella ruga verticale che compare quando si acciglia per il troppo sole, che ti ricorda che è donna.

“Metti un cd se vuoi” dice, ma la sua voce dice “è donna”.

I suoi mille braccialetti di tutti i colori tintinnando mi dicono “è bambina” ma mentre cambia la marcia mi dicono “è donna”.

Mentre la nostra auto prosegue verso la città, le macchine che ci vengono incontro hanno ancora i fari accesi, rimasugli di una notte che ancora non si scolla, e mentre dalle casse parte l’intro di The streets of Philadelphia, lei tiene il tempo tamburellando sul volante e penso “è bambina”. Io batto un piede sul tappetino e penso: sono un bambino.

Vorrei fermare questo istante per sempre, proprio adesso, prima che il sole salga, prima che lei cambi marcia, prima che una sigaretta si metta a fumare, prima che cominci la canzone e che noi iniziamo a cantarla, tutte prove schiaccianti del nostro non essere più bambini. E invece Bruce Springsteen prende fiato, lei inserisce la quinta e smette di tamburellare con le dita, io mi accendo una sigaretta, un’auto davanti a noi spegne i fari: ormai è giorno.

E le nostre voci, voci da adulti, all’unisono attaccano:


"I was bruised and battered and I couldn't tell
what I felt
I was unrecognizable to myself"

 Sì, ormai è giorno.

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una mia ex compagna delle elementari si sposa

partorito da ventiseitre, martedì, 25 marzo 2008,10:05
E' ufficiale: sono vecchio.
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escort-test

partorito da ventiseitre, venerdì, 14 marzo 2008,12:51

Scopri se sei un tipo-Spitzer, un tipo-Mele o un tipo-Sircana.
Come fare? Basta affidarsi ai propri gusti!
Quale di queste tre donnine (o pseudo-tali) più ti aggrada?
Partecipa al sondaggio e potrai essere tra i vincitori di 10 viaggi in Indonesia, la patria del turismo sessuale, 50 frustini sadomaso e 25 manette per realizzare le tue fantasie, 10 raccolte dei film di Tinto Brass e 5 convertitori di valuta elettronici per scoprire a quanti euro corrispondono esattamente 1000 dollari (il prezzo pagato dal governatore Spitzer per un'ora in compagnia della signorina Ashley Dupré).

1- tipo-Spitzer: ...................signorina Ashley Dupré
2- tipo-Mele: ......................signorina Francesca Zenobi
3- tipo-Sircana:...................signorina (?) anonima

 

Sondaggio
Quale escort preferisci?
Ashley Alexandra Dupré
Francesca Zenobi
anonima (o)

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mimose a go-go

partorito da ventiseitre, venerdì, 07 marzo 2008,22:53

ventiseitre for women

A tutte le donne dolcemente complicate che pullulano per l'universo e che nelle sere tempestose aspettano solo delle rose, nuove cose, a tutte le donne che vivono in lande lontane e vicine, a quelle col burka e a quelle coi tacchi a spillo, alle spoglierelliste e alle suore, a tutte le donne in carriera e a tutte le donne che pagano il loro essere donne ma specialmente a quelle donne che casualmente o volontariamente leggeranno questo post, il prorietario di questo blog augura un felice 8 marzo, anche se è consapevole che le stesse andrebbero omaggiate e onorate ogni singolo giorno dell'anno e che questa è semplicemente una ricorrenza convenzionale in cui far magari confluire tutta la propria ammirazione per il genere femminile inespresso, anzichè no, ma si adegua alle masse (sempre lui, il proprietario del blog).
Lo stesso proprietario del blog augura un felice 8 marzo anche alla donna della sua vita, colei che gli rubò il cuore e non glielo restituì.
Sono sicuro che ce l'ha ancora lì, tra le sue cose. Magari lo usa per spegnersi le cicche, o per tenervi conficcati i suoi orecchini, le spille o forse lo usa come fermacarte, non ha importanza. Avrà il mio cuore ma non il mio corpo! Ah Ah! ...o forse era il contrario...
Ad ogni modo auguri a tutte le donne, du-du-du!

p.s. visti i miei progressi nell'arte grafica, aspetto con ansia la chiamata di Peter Jackson il quale mi offrirà di curare la computer-grafica del suo suequel, nonchè prequel, del Signore degli Anelli, Lo Hobbit.
p.p.s. si avvisano i lettori maschi che la normale festa degli uomini riprenderà regolarmente giorno 9 marzo, così come da consuetudine, fino al 7 marzo del successivo anno. Grazie.

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sms's day

partorito da ventiseitre, giovedì, 14 febbraio 2008,21:56

Assodato che San Valentino è il giorno in cui gli innamorati vanno ai centri commerciali, non può non balzare all'occhio l'incongruenza di questa frase. Precisamente è la stessa incongruenza dell'altra espressione: "San Valentino è la festa degli innamorati". Se ci fermassimo a questi enunciati, dovrei concludere che oggi è anche la mia festa. Allora perchè non la sento come tale?
Bisogna pertanto riformulare il disposto in siffatta guisa: "San Valentino è la festa degli innamorati corrisposti", e di conseguenza, riportandoci al primo enunciato del post, possiamo concludere che San Valentino è il giorno in cui gli innamorati corrisposti vanno ai centri commerciali. Così mi sento più rappresentato.
Cioè, decisamente non rappresentato.
Il mio San Valentino è iniziato non sapendo che fosse San Valentino. Durante il caffè mattutino...

sms Marco: "Ah, la tauromachia! E questo San Valentino??"
sms venti: "Chi? Oggi? Io? Niente..."

La mattina è proseguita a fatica, combattuto com'ero tra il dovere di studiare e la voglia di mandare Ep e i suoi lampi di genio a quel paese.

sms Ep: "Epperò io credo che non è giusto. San valentino, dico"
sms venti: "Concordo. Però dovrei studiare".
sms Ep: "Cioè, san valentino è il santo degli innamorati. San faustino è il santo degli scapoli.  E il santo delle botte e via non ce lo mettiamo??"
sms venti: "Hai ragione. Dovrei studiare adesso".
sms Ep: "Farò richiesta al presidente della Repubblica. Le botte e via meritano la giusta attenzione".

Tra gli applausi del pubblico pagante, infine, in tarda serata il sottoscritto è tornato a calcare i verdi campi di calcetto dopo tempo immemorabile. Il modello autunno-inverno 2008 di oggi prevedeva pantaloncini dell' FC Messina, maglietta di Ibrahimovic (della Svezia) e calzettoni del torneo del paese. Dopo aver dedicato la vittoria alla buon anima del ginocchio sinistro di Ronaldo, tornato a casa, ho trovato due sms sul cellulare.

sms Sarah: "Oggi potevamo festeggiare in qualche modo"
sms Marco: "Ah, la tauromachia!"

Credo che sia nel mio destino festeggiare le ricorrenze in giorni diversi da quelli prestabiliti dagli usi e dai costumi.
Che poi io non ho mai amato il giorno di San Valentino. Il giorno prima quello di San Valentino del 2004 Lei mi disse: "Sai, credo che domani andrò a cena con Antonio". Potete capire come cose del genere possano segnare l'animo delle persone per sempre. Che poi Lei alla fine non ci è andata, a cena con Antonio. Però non c'è andata nemmeno con me.
E questo per dire che non ho la più pallida idea di cosa voglia Marco con la sua tauromachia e perchè da due giorni insista con sta storia. Perchè san Valentino? Perchè la tauromachia? Perchè insisti? Ahi, dura terra, perchè non ti apristi?

gabbie di trilli

partorito da ventiseitre, lunedì, 14 gennaio 2008,00:31

Stasera volevo scrivere qualcosa che parlasse di me e del mio tesoro perduto ma un mio amico continua a smerigliarmi le palle sul messenger, con i suoi argomenti futili e i suoi trilli incessanti. E non mi va di bloccarlo.
Bloccarlo sottintenderebbe una presa di posizione, una decisione attiva su una faccenda che mi riguarda...e io non ho voglia di decidere alcunchè in questo momento.
Volevo anche scrivere di come
andai a toccare il fondo, quella volta in cui, fuori dal locale in cui si ballava, fuori da quella porta dalla quale ci arrivava solo il suono ovattato della musica house della sala, fuori, tra i pini e la nebbia e le macchine parcheggiate, in un cinquedicembre qualsiasi, Lei mi disse:

"E' tutto"

e di come quel E' tutto significò morte per me.
Volevo anche raccontare di come certi titanic inabissati da secoli "a volte ritornano", risalgono a galla tra mille bolle urlanti che puzzano di dolore e angoscia e volevo parlare di quelle notti su internet, delle ore spese tra google e yahoo
a cercarla.

Volevo parlare di questo e di altro ma il caro Antonio con i suoi trilli del cazzo mi ricorda che è meglio farlo un'altra volta.

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Un pandoro ci salverà

partorito da ventiseitre, mercoledì, 26 dicembre 2007,16:05

piccolissimo aggiornamento..

Quest'anno mi sono lasciato convincere dalla vocetta-capitano Kirk e da mia nonna, e ho deciso di andare alla messa di Natale. Precisamente, alla famigerata messa di mezzanotte!
Tutto agghindato a festa, così, sono entrato nel tempio dei cattolici e ho scelto una postazione strategica per assistere alla santa messa.
Devo ammettere che la prima mezzora è stata traumatica. La mia lucidità già compromessa da un lungo cenone natalizio e dalle poche ore di sonno della notte precedente, rischiava di cedere definitivamente il passo alle ombre del morfeico mondo. Infatti per una trentina di minuti l'aere sacro della chiesa ha riecheggiato di ameni inni e canti gregoriani dalle parole incomprensibili, vuoi per il latino biascicato dei cantanti, vuoi per le canne dell'organo a mio parere troppo forti. I canti mi sono sembrati semi-infiniti, non riuscivo neanche a capire quando finisse uno e cominciasse l'altro. Ammetto di aver pensato con insistenza di girare i tacchi e tornarmene a casa, ma la mia forza di volontà ha insospettabilmente retto.
La mezzora seguente è stata interamente dedicata alle letture. Infinite letture.
La prima lettura dal vangelo secondo Marco, la seconda dal vangelo secondo Matteo, la terza dall'Apocalisse di Giovanni, la quarta da Nunteregaepiù di Rino Gaetano e la quinta dal nuovo libro di Bruno Vespa.
Le mie palpebre pesavano come macigni, stavo per alzare bandiera bianca ed arrendermi davanti a cotanta solenne pallosità, quando dall'altare qualcuno disse:

"Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Tessalonicesi".

E allora mi sono immaginato i tessalonicesi, e tre possibili varianti di situazioni:

SITUAZIONE 1-

Tessalonicese-postino: "E' arrivata una lettera di San Paolo..."
Tessalonicesi: "Un'altra??"
Tessalonicese-postino: "Già..."
Tessalonicesi: "Ma come cazzo fa a trovarci sempre? E' la quarta volta che cambiamo indirizzo!"

SITUAZIONE 2-

Tessalonicese-postino: "E' arrivata una lettera di San Paolo..."
Tessalonicesi: "Vero? E di cosa parla?"
Tessalonice-postino: "Non lo so, non l'ho letta. Come sempre, ho modificato i dati del destinatario e l'ho inoltrata ai Corinzi..."
Tessalonicesi: "Eh eh!"

SITUAZIONE 3-

Tessalonicese-postino: "Postaaa.."
Tessalonicesi: "AAAARRRRGGGHHH!!!!"

Ma poi, chi erano questi Tessalonicesi? Hanno mai risposto alle lettere di Paolo?

Comunque sia, la seconda parte della messa di Natale è stata più accattivante della prima. Il prete ha fatto una predica che, a differenza di quanto mi aspettassi, è stata abbastanza piacevole. E' stato abile a catturare l'attenzione dei fedeli, limitando al minimo le frasi ad effetto, ridondanti e piene di sacralità, optando invece per un linguaggio più moderno, forse anche più scarno, ma di piglio deciso.
Ci sono stati due momenti, durante la predica, in cui ho dovuto trattenermi dal ridere. Il primo è stato quando il mio amico Ep, proprio mentre il parroco stava per alzarsi e parlare, mi ha chiesto sottovoce: "Ah, sai per caso se è uscito il 66 nella ruota di Palermo?". Il secondo quando il parroco ha affermato:

"Oggi nasce Gesù, non nasce un pandoro!"

SITUAZIONE 1-

Maria: "Ecco il figlio di Dio..."
Giuseppe: "Ma..."

SIUAZIONE 2-

Maria: "Ecco il figlio di Dio.."
Giuseppe: "In effetti non mi somiglia tanto..."

SITUAZIONE 3-

Re Magio 1: "Ecco l'incenzo"
Re Magio 2: "Ecco la mirra"
Re Magio 3: "Ecco l'oro"
Giuseppe: "Lo zucchero a velo non l'ha portato nessuno??"

Ma a messa finita mi sono sentito bene. Nel senso che mi sono emozionato quando il prete ha fatto fare il giro della chiesa alla statuetta del Cristo appena nato e il vedere le mani dei fedeli protendersi verso di essa cercando anche solo di sfiorarla mi ha fatto rallegrare. Non credo che Gesù sia vissuto davvero, ma neanche lo escludo. Mi avvalgo della facoltà di non scegliere, vostro onore. O di dubitare. La scena di ieri notte mi ha fatto pensare che certe cose fanno bene all'anima, a prescindere dalla loro reale esistenza. Che Gesù sia davvero nato, morto e risorto due migliaia di anni fa, secondo me, poco importa. Quello che conta è che grazie alla sua "leggenda" il mondo di oggi è migliore di quello che sarebbe stato senza la sua storia, senza le sue parole e senza il signifcato dei suoi gesti raccontati dai vangeli. Non viviamo nel migliore dei mondi possibili, ma neanche nel peggiore. E in parte, è merito Suo.
E di questo ne sono convinto.

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partorito da ventiseitre, sabato, 22 dicembre 2007,12:59

Comunicazione di servizio. Il post è stato cancellato perchè qualcuno, e quando dico qualcuno intendo dire Carla, ha violato le regole del copiright.
Spero in una fulminea mobilitazione della Guardia di Finanza e in un pronto arresto della suddetta.
Chiedo scusa a tutti coloro che sono stati turbati dal disguido e auguro emorroidi alla colpevole.
Ventiseitre.

p.s. ne approfitto per fare auguri di Buon Natale a tutti!

categoria: celebrazioni, amor, ventiseitre
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