un cartello stradale, un perchè
parte 1
Location: spiaggia iper-affollata vicino Taromina, very cool, very fashion, very trendy.
personaggi principali: ventiseitre, Ep, Ciccio e amica-brutta-e-simpatica.
comparse: decine di migliaia di turisti. Anche stranieri come francesi, inglesi, tedeschi e altoatesini.
scena: ventiseitre, Ep e Ciccio giocano con le racchettine fucsia nel bagnasciuga, producendo schizzi e schiamazzi in quantità industriale. Amica-brutta-e-simpatica, rimasta in auto per un po', li raggiunge in pochi minuti.
amica-brutta-e-simpatica: "In mezzo a tutti questi fisicati, a voi vi trovo subito".
parte 2
Location: veranda della "casa al mare" del cugino di Ep.
personaggi principali: ventiseitre, sorella-bona-di-amica-brutta-e-simpatica, Peppe.
scena: i tre baldi giovani stanno eroicamente facendo un cazzo, stravaccati sulle sdraio e rimirando il mare di fronte a loro.
ventiseitre: "E' che ormai è impossibile far successo con la fantasia"
Peppe: "Cioè?"
ventiseitre: "E' stato già inventato tutto. Non si può più sorprendere, innovare, creare..."
sorella-bona-di-amica-brutta-e-simpatica: "Potrei dipingere quadri coi piedi..."
ventiseitre: "Già fatto, credo"
s-b-d-a-b-e-s: "Uhmmm.. potrei suonare la batteria con le tette..."
Peppe: "Ma è scomodissimo...la musica non ne uscirebbe bene. E credo che nessuno comprerebbe i cd di una tizia che suona la batteria con le tette"
s-b-d-a-b-e-s: "Però ai concerti ci sarebbe sempre il tutto esaurito".

Ieri pomeriggio ho fatto un sogno. In questo sogno c'era Marino Bartoletti che mi diceva "Coglione, guarda che il vecchio computer che hai in garage si connette con la 56k".
Così, una volta sveglio, l'ho preso, l'ho collegato e tac, eccomi connesso.
E' una cosa provvisoria, finchè non mi sistemano Alice, ma meglio di niente. Senza internet stavo impazzendo.
*il titolo si riferisce anche alla mia impossibilità di giocare a calcio, visti i molteplici guai ortopedici.
Amica-gnocca-ma-stupida ha 22 anni, gli occhi celesti, i capelli neri di tintura ma biondi di nascita, la pelle chiara ma non pallida, un ventre piatto da palestra, piercing all’ombelico, e due tette sode come l’acciaio. Amica-gnocca-ma-stupida ha due gambe che parlano da sole, ama vestire bene, è consapevole della sua bellezza.
Amica-gnocca-ma-stupida non sa cosa siano i congiuntivi. Non sa cosa siano la destra e la sinistra, non conosce il significato del 90% dei vocaboli italiani, confonde “quanto” con “quando”, dice “tipo” ogni tre parole, “cioè” (anzi “cè”) ogni due, ha il nasino all’insù alla francese e le labbra carnose e rosa.
Amica-gnocca-ma-stupida usa il messenger da quattro anni, ma non sa fare il copia-incolla e non sa come funzioni Google. Ha difficoltà a spiegare i concetti più elementari, adora Scamarcio e Cristiano Ronaldo, non sa chi sia Joseph Ratzinger e ha un fondoschiena che rasenta la perfezione.
Amica-gnocca-ma-stupida, non capisco se sia più gnocca o più stupida.
Il più articolato orpello lessicale in cui si cimenta è l’uso del condizionale al posto del congiuntivo, e glielo puoi leggere negli occhi che quando usa il condizionale al posto del congiuntivo è soddisfatta. Mette le doppie dove non servono, infila le “i” dappertutto, usa le x al posto di “per” e le k al posto di “ch” anche quando parla.
C’ha tanti spasimanti. Eserciti di ragazzi restano abbagliati dai suoi occhi azzurri, dal suo fisico perfetto. Eserciti di ragazzi si tirano indietro dopo averla frequentata per qualche tempo. Sì perché amica-gnocca-ma-stupida almeno c’ha il pregio (o il difetto) di non essere una ragazza "facile". Lei si vuole innamorare. Il problema, semmai, è il contrario: nessuno si innamora di lei. Qualcuno alla fine rimane, eh. Ma il rapporto “uomini che ci provano : uomini che restano”, è davvero minimo.
Infatti non è vero che i ragazzi cercano solo la bonazza da portare a letto, ché noi si vuole pure il contatto mentale. E contatto mentale e amica-gnocca-ma-stupida non possono stare nella stessa frase.
Amica-gnocca-ma-stupida ultimamente si è affezionata a me. Non so perché. Temo che mi abbia scambiato per un confidente. L’amico gay a cui raccontare delle tue mestruazioni problematiche e della secchezza delle fauci, per dire. A me non frega molto, visto che non avevo e non ho intenzione di provarci con lei (per diversi motivi).
Comunque.
Ieri sera mi son detto: dai ventiseitre, accetta il suo invito, esci con lei e vedrai che non è poi così stupida come credi, vedrai che un minimo di barlume neuronale splenderà in quella calotta cranica. E allora, armato di torcia elettrica, scalpello e casco giallo, mi sono preparato ad avventurarmi nei meandri della sua psiche, onde tentare di scovare un filone d’oro, non so se mi spiego.
Ma alla fine, seduti ad un tavolino all'aperto, la realtà dei fatti mi ha investito con l’energia d’urto di uno Shweinsteiger involato sulla fascia sinistra, tipo. Amica-gnocca-ma-stupida era esageratamente sexy e ammetto che per un attimo mi sono compiaciuto del fatto che la gente mi vedesse seduto con una donna del genere. Ma solo per un attimo, eh.
Tralascio i particolari del suo abbigliamento.
venti: “…e quindi ieri ho salutato Filippo. Oggi parte, sai?”
a.g.m.s.: “E dove va?”
venti: “Starà 15 giorni a Dublino. Lavorerà in una pizzeria…”
a.g.m.s.: “Miiii, quindi deve imparare il tedesco!”
venti: “….”
a.g.m.s.: “…”
venti: “Dublino è in Irlanda…”
a.g.m.s.: “Ah, miiii vero!”.
venti: “Ti sarai confusa con Berlino…può succedere”
a.g.m.s. “Sì infatti. Berlino, Dublino, Pechino…tutte ste città che finiscono in ino!! Che fantasia che c’hanno, oh!”
venti: “…”
a.g.m.s.: “Miiiii!!! Guarda quello! Quello là!!!”
venti: “Non fare gesti con le dita, ché non sta bene!”
a.g.m.s.: “Occhei ma tu guarda quello là!! Girati e guarda! Guarda quello seduto in quel tavolino vicino alla finestra!!”
venti: “Dici quello con la maglietta rossa?”
a.g.m.s.: “Sì quello! Non ti ricorda nessuno???”
venti: “Uhmmm… Non mi pare”
a.g.m.s.: “Ma guardalo meglio! Sembra proprio lui! Miiii è preciso!”
venti: “Boh, non mi ricorda nessuno. A chi somiglia?”
a.g.m.s.: “E’ preciso a Jack di Uomini e Donne!!!”
venti: “….”
Moltiplicate il tutto per due ore di conversazione.
Io sogno un mondo in cui le zanzare ti squartino e ti dissanguino quanto piace a loro, ma senza fare rumore. Odio quel ronzio, mi mette l’angoscia, mi fa uscire pazzo. Divoratemi, se vi pare, ma statevi zitte, cazzo.
È proprio il ronzio che mi obbliga a combatterle.
Fase 1: l’aggressione.
È estate. Sei nel tuo letto, l’orologio digitale segna le 3:54 a.m. e inizi a sentire il ronzio proprio accanto al tuo orecchio destro. Ti rifili uno schiaffo ma riesci solo a stamparti 5 dita sulla guancia. Il ronzio continua. Ti giri dall’altra parte cercando di convincerti che, per chissà quale strano motivo, girandoti dall’altra parte la zanzara se ne andrà. Invece no. È ancora lì.
Allora prendi il lenzuolo e, noncurante dei
Peccato che dopo 6-7 secondi inizi a sudare come uno yeti col cappotto nella savana e rischi di morire per soffocamento cellulare se non ti scopri al più presto. Ti scopri.
Ecco di nuovo la puttana. Poi tace. Quando tace significa che si sta cibando di te, del tuo vitale fluido ematico, come direbbe il Dr House. Poi riprende a ronzare e tu avverti il pizzico sulla spalla. La puttana. Ti gratti. Lei ancora ronza. Ti giri. Ronza. Ti gratti. Ronza. Ti prendi a schiaffi, ti ricopri, ti riscopri. Niente, lei ancora ronza. L’orologio segna le 3:56. Sono passati solo due minuti e devi fare qualcosa.
Fase 2: il contrattacco.
Accendi tutte le luci della stanza: lampadario, lampada sulla scrivania, abatjour sul comodino, flash del cellulare. Ti senti un generale della marina americana che ispeziona i confini del campo di prigionia con quegli enormi abbaglianti che si vedono sempre nei film. Dov’è la troia? Sembra scomparsa. Osservi attentamente tutti i muri, muovi l’aria con la maglietta del giorno prima sperando che la zanzara si palesi. Niente. Sembra volatilizzata. Allora ti siedi e aspetti. Hai gli occhi iniettati di sangue per il sonno e per la rabbia, i capelli arruffati dal cuscino, la tua mano stampata sulla guancia, la bava alla bocca. Ringhi. Aspetti. Ormai sei in guerra, non puoi permetterti di fare la figura del cioccolataio davanti ad un essere vivente che avrà più o meno 2 neuroni. Tu sei un essere umano, vai all’università, hai un q.i. di tutto rispetto, conosci l’uso dei congiuntivi e sai fare i calcoli. La zanzara non sa cosa siano i congiuntivi. La zanzara si posa sulla merda. O forse quella è la mosca. Ma è comunque un essere inferiore. Deve morire. L’orologio segna le 3:59. Ancora niente.
Fase 3: l’avvistamento.
Un puntino nero sul muro. Lo vedi, sei sicuro. La stronza si è posata proprio sopra il poster dei Led Zeppelin, vicina all’angolo che il muro crea col soffitto. La posizione è strategica, è difficile da colpire. Ma ce la puoi fare, lo senti. Basta prendere la mira e tirare con tutta la tua forza. Non avrà scampo, la troia. Allora apri la porta, corri in mansarda, prendi il Winnie the Pooh di tua sorella, torni nella tua stanza e richiudi la porta, il tutto senza far rumore, senza muovere l’aria. E infatti la puttana è ancora là, immobile. La immagini mentre si lecca quelle luride zampe sporche del tuo sangue, e che sghignazza facendosi beffe di te. Afferri Winnie the Pooh dalla testa e ti prepari al lancio. Chiudi un occhio per mirare meglio, annusi l’aria per sentire da quale parte soffia l'immaginario e inverosimile vento, ti togli un ciuffo di capelli dagli occhi. Sei pronto. L’orologio digitale segna le 4:00 del mattino.
Fase 4: fuoco!
Quando Winnie the Pooh spicca il volo, come una palla di cannone arancione e rossa, riesci a sentire il fruscio della sua pelliccia che fende l’aria della stanza. Hai appena sparato la tua onda energetica, la tua bomba H, il tuo raggio B, e hai il cuore ricolmo di speranza e buoni propositi. Winnie the Pooh si fionda sul puntino nero e apparentemente lo colpisce! Urrà!
Afferri il tuo cellulare e dici: “Qui Morfeo2, ripeto, qui Morfeo 2. Il lancio è andato come previsto. Obiettivo colpito. Mi accingo a cercare il cadavere del nemico. Ripeto, mi accingo a cercare il cadavere del nemico”. Prendi Winnie the Pooh e lo esamini per bene. Tra la sua pelliccia la zanzara non c’è. Guardi per terra, neanche là. Che la stronza sia riuscita a schivarlo? Prendi il cellulare e dici: “Negativo. Il cadavere del nemico non è stato rinvenuto ma ho buoni motivi per credere che sia stato colpito. Era pressoché impossibile schivare il colpo. Ripeto, credo che il nemico sia stato colpito”. Spegni le luci e torni a letto. Ora locale, 4:02 del mattino.
Fase 5: immolazione.
La zanzara non è stata colpita. Lo scopri dopo 2 minuti che sei tornato a letto. Ma non ce la fai più. Il pensiero di riaccendere le luci e di ispezionare di nuovo la stanza ti mette l’angoscia.
Ed è in quel preciso momento che ti chiedi quale possa essere lo scopo dell’esistenza delle zanzare. Hai studiato da piccolo che ogni più piccolo animale ha una sua posizione ben definita dentro il suo habitat naturale e nel ciclo della vita in generale. E allora immagini che le zanzare esistono per sfamare i ragni, che a loro volta esistono per sfamare le lucertole, che a loro volta sfamano i gatti, che a loro volta mangiano i topi, che se non fossero limitati dai gatti, porterebbero tante malattie e mangerebbero tutto il raccolto delle campagne. E realizzi di come in realtà quelle puttane volanti non facciano altro che garantirti una buona salute e gli ortaggi sulla tavola. Se non ci fossero le zanzare (e quindi se ci fossero tantissimi topi), ci ammaleremmo di peste ogni fine settimana. Inoltre gli ortaggi non esisterebbero, e di conseguenza non esisterebbero la maggior parte dei cibi che siamo soliti mangiare e quelli che rimarrebbero, avrebbero costi elevatissimi. Probabilmente, in un mondo pieno di focolai di peste e senza ortaggi, si scatenerebbe un effetto domino che porterebbe la razza umana all’estinzione nel giro di qualche anno. Allora decidi che può bastare così e lasci che l’immondo essere si cibi di te. Allarghi le braccia, allinei le gambe e resti immobile in una sorta di crocifissione immaginaria, offrendo il tuo corpo in sacrificio per il bene dell’umanità, immaginando che un giorno, nei libri di storia, si parlerà di te. Io sono Leggenda. Amen.

Io ho sempre ritenuto e ritengo che Sofia Loren sia brutta. Ma non solo adesso, anche da giovane. Davvero. E per “brutta” non intendo dire poco carina, o niente di che, o sopravvalutata. Intendo dire che mi sembra proprio brutta. Ho sempre considerato, ad esempio, Claudia Cardinale molto più bella. Claudia Cardinale da giovane era stupenda, e in qualche modo lo è ancora. Ma rispetto chi la pensa diversamente.
Inoltre ho sempre pensato che Mozart sia stato l’uomo più palloso che abbia mai calcato questo pianeta. Sarà anche stato un genio (a tre anni componeva, faceva di calcolo e forse trombava persino), ma la sua musica non la digerisco. Ad esempio, Bach, Beethoven, Strauss li trovo molto più intriganti, piacevoli, e tutto quanto. Ma rispetto chi la pensa diversamente.
Ho sempre ritenuto che i film di Pasolini e di Fellini siano delle immani badilate sui coglioni, checché ne dicano i cinefili di mezzo mondo (e questo lo dico solo per poter scrivere “checché”). E penso che ci siano centinaia di film che abbiano ricevuto dalla critica molto meno di quello che meritassero. Ma rispetto chi la pensa diversamente.
Allo stesso modo, mi sono sempre sembrati sopravvalutati i Beatles, i Rolling Stones, i Metallica, Giotto, Raffaello, Paolo Bonolis, Kakà, Quaresma, Matt Demon, Charlize Theron, Umberto Eco, Penelope Cruz, Maurizio Costanzo, la cassata e i cannoli siciliani, Harry Potter, il teorema di Pitagora, la geometria euclidea, Gianni Morandi, Indro Montanelli e Ale di Ale e Franz. Ma rispetto chi la pensa diversamente.
Però credo anche che chi non senta i brividi dietro la schiena durante l’ascolto della versione live di Telegraph Road, non meriti di averli. E non meriti il mio rispetto.

Tre persone hanno trovato il mio blog googlizzando questa frase.
Voglio ribadire loro che sì, Marino Bartoletti ha proprio detto ripetutamente "Cecoslovacchia". Se vi può interessare, lo stesso Marino, parlando del portiere Kahn, ha sibilato più volte: "Il famoso zio Kahn", che può sembrare una bestemmia veneta ma non lo è.
E poi, nella sua infinita tristezza di un uomo triste che vuol far ridere, dopo la sconfitta dell'Italia contro l'Olanda è giunto in studio con in mano un'arancia dicendo, da uomo tristissimo qual è, che le arance di sera sono indigeste. Ma l'apice l'ha raggiunto quando, commentando un rigore non assegnato alla Svizzera, ha sentenziato che "Negare che questo sia rigore è come dire che Cristo è morto di AIDS". Nulla di più fastidioso fu mai detto.
Castratelo.
O almeno taglietegli i baffi.
Rivoglio Caressa.
UPDATE: oggi vedrò la partita a casa di due rumeni, per dire.
L’Italia è chiamata anche “il Bel Paese”. Ok.
E, pur con tutti i suoi mille problemi irrisolti e/o irrisolvibili, fa sempre la sua porca figura con i turisti. Siamo d’accordo.
L’arte, dice. Dice che c’abbiamo la cucina, le persone, le città, le spiagge, il clima, e un atavico e in parte inspiegabile fascino che tutti gli altri ce la possono solo sucare.
Però ammetto che passare dal programmare di trascorrere tutto il mese di luglio alla corte della regina Elisabetta in de Iunaited Chingdom, a rassegnarsi ad affittare una baracca a Soverato per la prima settimana di agosto, fa male. It hurts, direbbero a Londra. Struppìa, forse dicono a Soverato.
Oggi sono felice perchè ho scoperto che in un cambittimento potrei mettere KO ben 22 bambini di 5 anni.
Santoro: “Allora. Sicuramente in questi giorni avrete sentito parlare molto del problema dei Rom, no? Tutto il casino che è scoppiato a Napoli, dove la gente ha addirittura tirato le molotov sugli accampamenti degli zingari. E saprete anche che in tutta Italia è in atto una specie di isteria, dovuta proprio alla presenza dei Rom ormai massiccia e incontrollabile. L’argomento della puntata di oggi è proprio l’emergenza-Rom. Gli ospiti di questa sera sono il ministro degli interni Maroni, l’onorevole Fassino e ventiseitre. Annozero può cominciare”.
Sigla
Santoro: “Eccoci qui. Prima di tutto vorrei sentire un parere sull’argomento da parte di ventiseitre”.
ventiseitre: “Sì, buonasera a tutti. Intanto volevo fare una premessa, prima di passare al nocciolo dell’argomento. Devo dire che esprimo la mia totale solidarietà nei confronti del popolo Rom, che secondo me è stato vittima in questi giorni di un attacco mediatico. Nel senso che la faccenda è stata ingigantita a dismisura. Per esempio, sapete quanti bambini sono stati rapiti dai Rom in Italia? Zero! I francesi, sempre per fare un esempio, ne hanno rapiti di più. Ma sfido chiunque a lanciare le molotov contro i francesi (non che non se le meriterebbero, eh). Ma non do la colpa alla gente in rivolta, sia chiaro…do la colpa ai mezzi d’informazione…”
Santoro: “Quindi lei sta dalla parte dei Rom?”
ventiseitre: “Senz’altro. Ho anche cambiato l’immagine dell’header del mio blog, sa? Ho messo lo scheletro di ventiseitre in mezzo ad un accampamento di zingari…”
Santoro: “Travaglio, vuoi dirci qualcosa?”
Travaglio: “E’ davvero buffo che uno come il qui presente ventiseitre parli di tolleranza”.
ventiseitre: “Eh??”
Travaglio: “Ho fatto qualche ricerca, e quello che ne è risultato è a dir poco scandaloso”:
Santoro: “Spiega pure!”
Travaglio: “Dalle mie carte risulta che il 9 luglio 2006, verso le 21:30, il nostro ospite abbia più volte urlato in pubblico le seguenti parole: "francesi dimmerda, francesi finocchi, andatevene a succhiare lumache nella vostra Parigi del cazzo!" Ci sono diverse testimonianze che confermano quello che sto dicendo. Gente molto vicina a ventiseitre”.
ventiseitre: “Ma…ma l’ho detto durante la finale dei mondiali di calcio! Credo che sia anche normale inveire contro gli avversari. Almeno durante la finale dei mondiali!”.
Travaglio: “Non interrompermi, stronzo. Sempre restando in tema di tolleranza, è curioso come ventiseitre si affanni a dichiarare la sua solidarietà verso il popolo Rom quando il titolo del suo blog non è altro che un inno alla violenza e al razzismo. Ehi polonio, tornatene in Polacchia!, se pur con evidentissimi errori sintattici, dimostra tutto il buonsenso e l’educazione del nostro ospite. Quello che credo io è che ventiseitre si dica vicino ai Rom solo per malsana pubblicità e personale tornaconto”.
ventiseitre: “Ma il titolo del mio blog è solo una battuta. Io non voglio…”
Travaglio: “Zitto stronzo! Questi sono fatti. Inoltre c’è un’altra faccenda poco chiara, di cui parlo anche nel mio nuovo libro intitolato “Bloggher dei mei cojoni”. A pagina 793 tratto proprio del caso di ventiseitre. Ebbene, dalle mie carte risulta che il 21 luglio 2005 il nostro ospite stava giocando la finale del torneo di calcetto in un quartiere di Messina. La partita era finita
ventiseitre: “Embè? Che male c’è nel cenare nel suo ristorante? Non avrei dovuto?”
Travaglio: “Sì ma è curioso il fatto. Verrebbe da pensare male…”
ventiseitre: “Cioè vuole dire che io sbagliai il rigore di proposito per guadagnarmi una cena??”
Travaglio: “Questo l’hai detto tu…”
ventiseitre: “Signor Santoro, ma queste sono diffamazioni belle e buone. Io querelerò Travaglio! Non si può mettere in dubbio la mia onestà! E poi che c’entra tutto questo con l’emergenza Rom??”
Santoro: “Prego Travaglio, concluda”.
Travaglio: “Beh, poi ho tutta una serie di multe a carico di ventiseitre. Eccesso di velocità e parcheggi davanti a passi carrabili, soprattutto. Ma non solo. Pensate che nel giugno
ventiseitre: “Lei non ha mai commesso un’infrazione in strada?”
Travaglio: “Mai!”
ventiseitre: “Bah…”
Travaglio: “Poi mi risultano centinaia di cd e dvd masterizzati, una costruzione in cemento abusiva sul suo terrazzino, la carta d’identità scaduta, una penna sottratta alla segreteria della sua università, un computer con una versione tarocca di Windows XP, una decina di libri universitari fotocopiati, il possesso di due paia di scarpe fabbricate in Cina e col marchio fasullo, nel
ventiseitre: “Masticazzi! Dice che rischio la galera?”
Travaglio: “Se le va bene, sì”.
Santoro: “Bene, prima di salutarci, vediamo una vignetta di Vauro, come da tradizione”.

Santoro: “Ahahahah! Bellissima ‘sta vignetta!”
Travaglio: “Ahahah!”
Maroni: “Ahahahah!”
Fassino: “ghfghfghfghf!”
ventiseitre: “Stronzi…”
- Io pensavo di aver ricevuto l'illuminzione sulla via di Damasco (e in effetti forse l'ho avuta) mentre guardavo Scommettiamo Che (eh sì...) e speravo di poter pubblicare su "ehi polonio, tornatene in polacchia!"* uno scoop sensazionale, ma un giro su zio Google mi ha tagliato le gambe: altri prima di me se ne sono accorti.
- A me Harry Potter fa cagare. Non lo sopporto a pelle. Davvero. Non ho letto una sola pagina degli 8 (9?) libri del maghetto e avrò visto sì e no 30 minuti dei 4 (5? (6??(7???))) film che sono usciti. Noto con grande stupore che più tempo passa, più Harry Potter somiglia a John Lennon e mi chiedo cosa diamine aspetti ad ingravidare Hermione.
- Questa non c'entra con le prime due, posto che le prime due c'entrassero tra loro. I ragni rossi (o i pidocchi, come qualcuno mi ha suggerito), dopo qualche giorno di assenza, sono ritornati nel mio balcone. Alla faccia dell'insetticida in polvere, scorazzano allegri al sole. Anzi mi sembra che abbiano iniziato a tirarsi addosso palline di insetticida e che nell'angolo vicino al battiscopa, qualcuno abbia costruito un mini-pupazzo di neve con la polvere che mi è stata venduta come "letale". Inoltre, non so se sia solo suggestione, ma ho l'impressione che i ragnetti siano più grossi di prima. Stanno mutando? Si evolvono? Quando morirò? Addio.
*Non chiedetemi perchè mi sia autolinkato il blog. Credo che mi stuzzicasse l'idea di qualcosa che collegasse una cosa a se stessa... una specie di paradosso spazio-temporale, se vogliamo.